In un vortice di parole

La danza incontra Fabrizio De André

coordinamento artistico Arturo Canistrà – Educational Performer Eva Calanni

Galà di danza  – omaggio a Fabrizio De André organizzato in collaborazione con la Federazione Nazionale Associazioni Scuole di Danza. Un esperimento destinato a tutte le realtà qualificate del territorio che vorranno partecipare e che si confronteranno in piena libertà sulle poetiche e le suggestioni di Fabrizio De André.

La danza è un delicato equilibrio tra la perfezione e la bellezza, un cocktail per tutti i gusti quello shekerato magistralmente interpretato da varie scuole di danza del territorio la sera del 31 Luglio in piazza Nenni a Faenza.

Qui alcune schegge di luce da me interpretate per come ho vissuto lo spettacolo, alla perenne ricerca del sincronismo tra luce, musica, danza e stasera anche con le parole …

Le immagini dell’intera serata si possono vedere qui in gallerie pubbliche

IL VENTO DELL’EST

Qualsiasi vento è vento di mare, e qualsiasi città, anche la più continentale, nelle ore di vento – è marittima. C’è odor di mare, no, ma: c’è aria di mare, l’odore lo aggiungiamo noi. Anche il vento del deserto è di mare, anche quello della steppa è di mare. Giacché al di là di ogni steppa e di ogni deserto – c’è il mare, l’oltredeserto, l’oltresteppa… Ogni viuzza in cui tira vento è la viuzza di un porto.

Il vento da Est vuole

Belle rivisitazione di Mary Poppins magistralmente interpretato dalle allievi del Gruppo Danza Forlimpopoli.

Qui attraverso il mio occhio alcune immagini della rappresentazione avvenuta al Diego Fabbri di Forlì davanti ad una platea strapiena.

Sono on line tutte le immagini dello spettacolo: FOTO IL VENTO DA EST

#Cittadine!

Cittadine, una storia che modifica il concetto stesso di cittadinanza, fino allora esclusivamente maschile.

Nel 1946 le donne italiane entrano per la prima volta in una cabina elettorale. Erano finalmente cittadine, elessero i primi Consigli comunali nell’Italia liberata e fecero nascere la Repubblica . Non è la democrazia che concede loro il diritto di voto, bensì il nuovo ruolo che hanno avuto il coraggio e la tenacia di conquistare.

Uno status, quello di cittadine, che le donne richiedevano dall’Unità d’Italia, ma soprattutto durante la Guerra e la Resistenza, in cui lottarono per la caduta del regime fascista. #Cittadine! è il percorso che il Centro documentazione donna di Modena ha effettuato individuando romanzi, articoli di giornale e documenti a testimonianza del lungo percorso politico culturale che ha portato le donne al voto.

Una conquista lunga, capace di dare senso compiuto alla storia dei diritti universali e al concetto di Democrazia. Una conquista ottenuta che è stata rappresentata con il linguaggio del corpo e della danza.  Il progetto spettacolo attraverso i testi (storici e letterari) musiche e coreografie, racconta il lungo percorso fatto dall’Unità d’Italia per per l’acquisizione del diritto di voto. Nella splendida cornice del Teatro Masini di Faenza si sono esibiti i ragazzi delle scuole di danza del circondario (Aulos Rimini – Agora Castel Bolognese – CSC Cesena – Dance Studio Faenza – Danza&Danza Castel Bolognese – Gruppo Danza Forlimpopoli – Laboratorio Teatro Danza Longiano).

Ideazione artistica regia di Arturo Cannistrà – Educational performer Giulia Coliola

“QUELLA VOLTA CHE MARIO MANDZUKIC…”

Intervista rilasciata all’apprendista tifosa Silvia Sanmory, che ringrazio sentitamente,  per il suo splendido e gradevole blog SILVIA NEL PALLONE. 

 

“La fotografia è una breve complicità tra la preveggenza e il caso”
(John Stuart Mill)

Una complicità.

Ma anche un incontro fortuito e spesso furtivo.

Travolgente.

E’ proprio il termine più appropriato se si rischia di essere (letteralmente) travolti da un certo Marione…

Ma andiamo con ordine.

Francesco Di Leonforte è un fotografo free lance che vive in Romagna.

L’obiettivo è la sua passione.

Nel suo portfolio figura l’immensa bellezza della Natura, il fascino di borghi storici arroccati, i sensuali movimenti che l’anima esprime con la danza.

Ma soprattutto lei, la Vecchia Signora del calcio italiano. Infatti Francesco da tempo si occupa anche di immortalare la Juventus, la sua squadra del cuore, in campo durante le partite.

Durante la nostra chiacchierata gli chiedo se è nata prima la passione per la fotografia o quella per i colori bianconeri. 

“Mi sono appassionato alla Juventus  – mi spiega –  sin dai primi anni di vita quando mio padre e gli amici, la domenica pomeriggio, ascoltavano la mitica radiolina con le voci inconfondibili di Ameri, Ciotti e Bortoluzzi in diretta dallo stadio; in quegli  anni abitavamo in Svizzera, a Martigny, e ricordo che in realtà la radio la si andava ad ascoltare in un punto preciso, dove c’era più segnale,  per cui eravamo soliti darci l’appuntamento al palo…
Erano anni in cui si scherzava bonariamente sulle proprie squadre del cuore, io Juventino, mio padre Interista…
Tornato in Italia da ragazzino ho iniziato a vivere il tifo con il Cesena, la domenica andavo in bicicletta allo stadio, anche sotto la pioggia.
Per quanto riguarda la fotografia ricordo i primi esperimenti in camera oscura, ai tempi delle elementari, e quanto ne rimasi colpito.
Ricordo ancora con una certa emozione la mia prima Reflex acquistata con i risparmi di alcuni lavoretti estivi.

Diciamo che quale passione sia nata prima non saprei bene dettagliarlo, sicuramente sono cresciute insieme parallelamente fino a convergere in età adulta”.

Tra uno scatto e un gol ci sono similitudini a livello emozionale?
 
“Il gol della propria squadra è sempre un emozione particolare – mi dice – un misto di gioia e compiacimento; e alcune volte queste caratteristiche si mescolano con la soddisfazione di aver ripreso nel modo giusto l’azione; spesso capita però che la velocità, l’azione caotica o altri fattori non permettono di raggiungere questo massimo risultato sempre ambito…  rimane comunque la soddisfazione della rete segnata dalla propria squadra, anche se pur essendo a bordo campo non vedo quasi mai la palla gonfiare la rete”.
Come sei arrivato a fotografare la Juventus e in cosa consiste nello specifico questa tua attività?
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“Ho seguito tutto l’iter specifico per essere autorizzato ad immortalare la squadra.
Del resto la mia attività di fotografo si svolge prevalentemente a livello sportivo come free lance agganciato ad alcune agenzie del settore.
In maniera prevalente seguo il calcio, in particolare la squadra locale del Cesena collaborando al sito tuttocesena.it.
Seguo anche il calcio femminile con il Ravenna Woman, la pallavolo, lo judo, la danza per testate giornalistiche locali.
Ovviamente tutte le volte che mi è possibile sono all’Allianz Stadium a seguire la Juventus, anche in trasferta, e le mie immagini vengono utilizzare da testate on line come juventino vero, juveastrestelle, stellebianconere”.
Non solo: le immagini di Buffon, Dybala, Higuian e soci sono finite su alcuni libri dedicati alla Juventus, come quelli di Roberto Savino (nome noto anche sul mio blog).
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Emozioni vissute fotografando in azione i fuoriclasse bianconeri?
“Le emozioni sono sempre forti nel seguire i propri beniamini a bordo campo ma col tempo ho imparato a controllarle.  
Ammetto che nelle due ultime semifinali di Champions League queste hanno preso il sopravvento, rischiando di compromettere a tratti le immagini prodotte.
Allo Stadium la mia postazione, confinata dietro ai pannelli pubblicitari, è sempre scelta dove c’è poca densità di colleghi per avere immagini da un punto di vista diverso e particolare.
Così è capitato di vedere esultare e riprendere Borriello davanti a me, unico fotografo in quella zona, proprio in Cesena – Juventus, partita resa famosa dal fantomatico pareggio dei bianconeri romagnoli.
Un altro momento che ricordo con piacere è stato quando costretto da uno zelante steward alle prime armi a non lasciare la mia postazione sono riuscito comunque a produrre una foto significativa che è diventata la copertina di “Travolgenti” di Roberto Savino.
Ma l’emozione più diciamo quasi impattante l’ho avuta quando Mario Mandzukic, dopo il gol contro lo Sporting Lisbona a pochi minuti dal termine, è venuto ad esultare dalla mia parte, scavalcando i pannelli pubblicitari e quasi investendomi… e Marione, come si sa, non è proprio di dimensioni contenute!”.
Cosa significa per te essere tifoso della Juventus?
 
“Essere juventino è difficilmente descrivibile;
essere  juventino significa avere una passione sin da bambino, la prima vera forma di passione per qualcosa nella vita, quel qualcosa che non andrà più via, da sostenere per sempre;
essere juventino significa avere il sangue bianco e nero che scorre nelle vene essere juventino significa sentire il cuore battere a mille e stare lì a guardare la favola più grande, la storia più bella, la leggenda più incredibile…
essere juventino vuol dire amare la propria squadra, appoggiarla nella sconfitta ed esaltarla nella vittoria;
essere juventino è un onore e un privilegio.

Vivere una tale passione è complesso, soprattutto negli ultimi anni in cui l’atmosfera si è surriscaldata, un po’ per le continue vittorie, ma quello che rimane è la soddisfazione personale di vivere le emozioni…”.

Perché nel calcio, in fondo, si è “catturati” esattamente come avviene con una fotografia d’autore…

CSEN 2018

Danzare, è lottare contro tutto ciò che ci trattiene, tutto ciò che ci affonda, tutto ciò che pesa e appesantisce, è scoprire con il proprio corpo l’essenza, l’anima della vita, è entrare in contatto fisico con la libertà.
(Jean-Louis Barrault)

Sull’argomento sono stati scritti libri, trattati, enciclopedie. Ma a volte i pensieri si possono esprimere in una pagina, in una frase, in una parola…. in una foto.

La Galeria completa delle immagini di giornata qui —> IMMAGINI 

– clicca su GALLERIE PUBBLICHE – Per info 340 9196197 – Francesco – fotodileo@gmail.com

 

Saggio Natale 17

La danza è il linguaggio nascosto dell’anima.

 

Qui tutte le immagini del saggio

Papa Francesco

“La corruzione – ha detto il Papa –  è il tarlo della vocazione politica, la corruzione non lascia crescere la civiltà e il buon politico ha anche la propria croce quando vuol essere buono perché deve lasciare tante volte le sue idee personali per prendere le iniziative degli altri e armonizzarle, accomunarli perché sia bene comune, in questo senso il buon politico sente di essere un martire, diciamo così al servizio perché lascia le proprie idee, ma le mette a servizio per andare verso il bene comune”.

In collaborazione con Davide, Erika, Gianmaria, Luca, Luigi, Marina che ringrazio

7Crociari 17

La danza non è spiegabile a parole e nulla di quanto se ne possa dire potrà sostituire ciò che alla fine si vedrà sul palcoscenico. I più grandi ballerini non sono grandi per il loro livello tecnico, sono grandi per la loro passione, quella trasmessa dal M° Paolo Pasini ai suoi ragazzi! Citazione dell’anno scorso ma pur sempre valida, oggi più che mai!

I Misteri di Red Maples a Forlimpopoli

Festival della danza Forlimpopoli, diretto da Giulia Coliola.
I danzatori partecipanti ai workshop hanno dato vita in pochissimo tempo ad una bellissima performance  “Corpi Narranti” coreografia Grazia Cundari.

I misteri di Red Maples: una favola moderna che narra la natura e la sua magnificenza, l’armonia del vivere con gli altri e con l’ambiente circostante e che viene raccontata attraverso un percorso coreografico e musicale davvero singolare. Saremo catapultati in un atmosfera dalle vivaci tinte autunnali che ci lascerà senza fiato. In questa splendida cornice vivremo i personaggi e la loro storia  attraverso i corpi in movimento. Coinvolti dal gioco delle coreografie e dalle meravigliose musiche, alla fine, avremo l’impressione di conoscere da sempre questo villaggio fantastico, di farne parte. Red Maples sembrerà reale. Tutto questo grazie allo straordinario potere della fantasia che, unitamente all’arte della danza e della musica, è capace di risvegliare il mondo emotivo e ludico nascosto in ognuno di noi, offuscato dagli affanni quotidiani.

La regia di “I Misteri di Red Maples” è di Arturo Cannistrà.

Cira Intermite, autrice del libro, fonte ispiratrice dello spettacolo,  da un progetto “Leggere… per Ballare” nella splendida cornice dell’Arena della Rocca di Forlimpopoli.

Qui, alcune immagini che spero rendono merito all’impegno e alla bravura dei fantastici danzatori!

Radio Bruno Estate – Notte Rosa Cesenatico 2017

Notte Rosa, Cesenatico 2017 – Radio Bruno si esibisce!

Abbiamo tutti nel petto un violino e abbiamo perduto l’archetto per suonarlo.

Alcuni lo ritrovano nei libri, altri nell’incendio di un tramonto, altri negli occhi di una persona, ma ogni volta l’archetto cade dalle mani e si perde come un filo d’erba o un sogno.

La vita è la ricerca infinita di questo archetto per non sentire il silenzio che ci circonda.
(Fabrizio Caramagna)

Noi Dentro e Fuori

Riley bambina di appena 11 anni, come tutti gli esseri umani, è guidata dalle emozioni che risiedono nella sua mente: Gioia, Paura, Rabbia, Disgusto e Tristezza e per l’occasione Sorpresa.  Riley e i suoi genitori si trasferiscono. Costretti a cambiare le loro abitudini di vita i personaggi dovranno fare i conti con sensazioni altalenanti e contrastanti che convivono nella loro mente. E’ proprio nel grande centro di controllo innescato nella testa di ognuno di loro che un gruppo di simpatiche danzatrici guidano la consolle emozionale: Gioia è il motore positivo e ottimista, Paura è un impiegato stressato, Rabbia invece è costantemente in collera, Disgusto è protettiva, mentre Tristezza è malinconica, ma allo stesso tempo divertente… e sorpresa, Sorpresa Riusciranno insieme a mantenere il giusto equilibrio?

Belle rivisitazione del film Inside Out magistralmente interpretato dalle allievi del Gruppo Danza Forlimpopoli.

Qui attraverso il mio occhio alcune immagini della rappresentazione avvenuta al Diego Fabbri di Forlì davanti ad una platea strapiena.

Sono on line tutte le immagini dello spettacolo: FOTO NOI DENTRO E FUORI

Sogno di una notte al circo

Saggio di Danza  – Spettacolo di fine anno degli allievi della Scuola Danza, Musical e Fitness EXPLODANCE – dedicato al circo, al sogno di una notte al circo.

Metafora della vita,  il circo, magistralmente interpretato da tutti allievi della scuola in uno spettacolo, travolgente a tratti, senza soluzione di continuità.

Mio il compito, come i trapezisti lanciati su una fune, di fermare i momenti salienti e rappresentativi dello spettacolo, con pazienza, sperando di non cadere.

Qui alcune immagini della rappresentazione, mentre foto dell’intero spettacolo le troverete cliccando sul seguente link: IMMAGINI  cliccare poi GALLERIE PRIVATE e successivamente su Sogno di una Notte al Circo.